Nella vita ci sono persone che nascono e crescono con uno scopo di vita, come se già lo sapessero che avrebbero dovuto fare i medici, i cantanti, gli attori, gli ingegneri, i muratori. Persone esattamente portate per quello che fanno e che gli riesce benissimo.
Ecco queste persone sono poche, professionali, bravissime, fortunate, ma poche.
Poi c'è un altro tipo di persone, quelle che seguono il flusso, quelle che scelgono una scuola perché vengono ispirati da quella, che trovano un lavoro e degli hobby che li soddisfano abbastanza e stanno bene dove esattamente lì dove sono, che non si azzarderebbero a cambiare per un "colpo di testa" o per un'idea. Stanno bene lì dove sono, e credo che anche questo tipo di persone siano tranquille, in pace, anche loro fortunate.
Probabilmente ci sono tante altre "categorie" di persone, ma io ne conosco solo una terza.
La terza categoria è quella che per varie vicissitudini ha fatto cose diverse, che sa fare diverse cose, non è specializzato in un'unica materia, ma vaga.
Mi son sempre detta di "saper fare tante cose ma non eccellere in nessuna" che accezione date a quest'ultima frase? Sinceramente?
Io per anni questa frase me la sono vista addosso, tuttora me la vedo addosso e l'ho sempre odiata.
Cavolo! Non avere una cosa e basta in cui si è perfetti, ma saperne fare tante e non poter essere il primo in niente. Umiliante? Ho creduto di si. E non potete credere a che soddisfazione provo nell'usare il verbo al passato "ho creduto".
Il presente? Provo a spiegarlo:
Se siete nelle prime due categorie probabilmente non siete nemmeno arrivati a questo punto a leggere, ma se siete ancora qui vi dico ancora che vi ammiro e vi reputo fortunate. Se siete nella terza categoria allora provo a dirvi una cosa: prendete carta e penna, o una nota sul vostro smartphone e scrivete le migliori delle tante cose che sapete fare. Bene, una volta elencate, rileggetele per ore, giorni, settimane, mesi...
E ancora pensateci nel quotidiano a quelle cose, anzi a quelle "skills".
Se farete tutto questo con la massima intensità, la massima dedizione, da quelle tante skills potrebbe o emergerne una in particolare oppure, come è successo a me, scoprire che quelle SINGOLE parole portano ad una UNICA altra parola, la vostra strada. Ciò per cui siete portati non deve essere per forza un lavoro tradizionale, quello che ci hanno insegnato, ma può essere un qualcosa di nuovo, innovativo, diverso, raro, unico, su misura per voi. Vorrei dirvi che ora che avete quella vostra parola sarà tutto facile e in discesa, ma non è così. Ora dovete prenderla e mettere tutto il vostro impegno per farla diventare quello in cui voi siete portati,
IL VOSTRO SCOPO DI VITA.